Daniele Vannini

Daniele Vannini I Art & Investments

"Il mio fotografare é frutto di una sofferenza, di un disagio personale. Per questo ho iniziato a scattare fotografie, per trovare una diversa chiave di lettura a certi aspetti della vita."

Nato a Milano nel 1984, Daniele Vannini inizia il suo percorso professionale nel 2010 come reporter, collaborando con alcune agenzie di stampa meneghine, e pubblicando sulle più importanti testate giornalistiche italiane.

La sua ricerca personale si snoda tra esplorazione e analisi autobiografica. "Uso la fotografia come pretesto per conoscere e capire. Sono attratto da quello che viene definito borderline, da ciò che la società perbenista considera anomalo, sbagliato, o addirittura perverso. Quello che viene considerato "brutto" spesso rivela un'enorme autenticità, una pervicacia di vivere secondo la propria natura, senza maschere o condizionamenti. 

In parallelo fotografo quello che fa parte del mio quotidiano, con le sue paure ed insicurezze. Tuttavia, che io stia fotografando mio figlio, un albero, o una transessuale nuda la cosa non cambia. Sento sempre di fotografare me stesso."

Per affrontare questo complesso insieme di sensazioni adotta, di contro, uno stile di ripresa estremamente crudo e diretto. Un bianco e nero contrastato e, soprattutto, la luce del flash sparata sul suo soggetto. "Il flash mostra esattamente le cose per quelle che sono. È una luce dura, non edulcorata, così come lo é la realtà della vita. L'interpretazione, quindi, non é tanto nel modo in cui io fotografo, ma nel come le mie foto verranno osservate. Ed é lo stesso motivo per il quale difficilmente gli assegno un titolo. 

Lasciare campo libero al mio osservatore e, contemporaneamente, metterlo davanti alla realtà per quella che é. Questo é il mio scopo."

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